Pedalando verso la Primavera

Esperienze in bici a Palermo

7 – 14 – 21 – 28 Marzo

Sembra proprio un risveglio generale quello che ci vede protagonisti in questi giorni. Le belle giornate che si allungano sempre più, un poco di speranza si affaccia nei nostri cuori e all’unisono con la natura che sta per risvegliarsi anche noi abbiamo voglia di ritornare alle nostre sane abitudini. Quale migliore idea che farlo in tutta sicurezza, in bici, all’aria aperta e ascoltando le storie infinite che la nostra città ci racconta? Insieme alle guide di AGT, nostri partner da sempre, riprendiamo piano piano e pedaliamo verso la Primavera, con quattro itinerari in città.

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Tutti in sella con Ignazio e Donna Franca

Donna Franca Florio amava andare in bicicletta. Le dava un momento di spensieratezza, una pausa dalla rigidità che il suo ruolo le imponeva.
Aveva persino creato un’associazione di donne cicliste e partecipò a una gara al velodromo. Quale migliore occasione allora che di ripercorrere la storia della famiglia proprio in bicicletta insieme con i protagonisti di quella stagione felice? Ma fu davvero una stagione felice? Percorreremo le strade della città, intrecciando luoghi e memorie di questa straordinaria famiglia che ha segnato la Belle Epoque.

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A caccia di Street Art

A Palermo il passato abbraccia il futuro e la città, da alcuni anni, è diventata un museo a cielo aperto attraendo artisti da ogni parte del mondo.
Il tour condotto tra le vie del centro storico ci permetterà di attraversare i 4 mandamenti, rileggerli attraverso le opere di pittura urbana e scoprire una dimensione straordinaria nell’ordinario.

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Alla scoperta della Real Riserva
della Favorita

La domenica è fatta per stare all’aria aperta e noi a Palermo abbiamo uno dei parchi urbani più grandi d’Europa. Spesso trascurato, perchè visto solo come attraversamento per raggiungere la tanto agognata Mondello, il parco della Favorita di Palermo riserva invece tante sorprese. Percorso da tre assi principali, dagli altisonanti nomi mitologici, è poi caratterizzato da un fitto sistema di sentieri, radure, boschetti. Sparsi ovunque originali edifici, arredi architettonici dai significati misteriosi, alberi millenari e antiche colture. Il tour del Parco della Favorita è proprio una avventura per grandi e piccini !

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Palermo green:
il lato verde della nostra città

Vuoi essere parte della svolta green di Palermo? Scoprirai che Palermo è stata nella storia più green di quanto ci immaginiamo e ne sono testimonianza meravigliosi giardini storici dei quali non sempre conosciamo tutta la storia. Attraversandoli in bicicletta e percorrendo le nuove piste ciclabili, proveremo il gusto di una città a portata di bici e rispettosa dell’ambiente. Parleremo di rigogliose aree agricole, di dimore aristocratiche, di giardini pubblici e di come persino sulle macerie può nascere un prato….


INFO GENERALI:

I Tours sopra descritti si svolgeranno in bicicletta le domeniche di Marzo. La partenza è fissata per le ore 10,00 presso la sede di Sicicla Ecotourism in via Onorato 8a (zona porto).

Le attività si svolgeranno nel più assoluto rispetto delle normative anti Covid-19 vigenti, mantenendo il distanziamento dei partecipanti sia durante la pedalata che durante le soste. I partecipanti saranno tenuti a portare con sè la mascherina ed eventuali altri DPI conformi alle normative.

I tour saranno confermati al raggiungimento di un numero minimo di partecipanti, pertanto le prenotazioni dovranno essere effettuate entro le ore 12,00 del sabato precedente la data di svolgimento dell’escursione. Sarà cura di Sicicla avvertire i partecipanti prenotati sull’effettivo svolgimento del tour.

Si può partecipare sia con bicicletta propria che con bici a noleggio, da ritirare direttamente presso la sede di Sicicla. Le bici di Sicicla verranno appositamente sanificate secondo le normative del protocollo Covid. Ogni partecipante verrà dotato di un apparecchio radio ricevente (whispers System) con cui potrà seguire le spiegazioni della guida durante la pedalata e le soste. Al fine di garantire la massima sicurezza e l’igiene personale ogni partecipante dovrà essere munito di proprie cuffie/auricolari audio con presa jack (no USB, no Lighting, no Bluetooth). Chi ne fosse sprovvisto potrà acquistare presso Sicicla un auricolare usa e getta da utilizzare durante i tours al prezzo di € 1,00

Per le prenotazioni si può chiamare lo 091 580891 o scrivere a info@sicicla.it

E’ consigliato l’uso dell’elmetto di sicurezza. Se possibile, per chi utilizzerà bici propria, accertarsi del buono stato di uso della stessa e portare camera d’aria di ricambio in caso di foratura.


QUOTE DI PARTECIPAZIONE PER PERSONA:

Adulti con bici propria (tour del 7 marzo) € 16,00

Adulti con bici muscolare a noleggio (tour del 7 marzo) € 20,00

Ragazzi 4-12 anni con bici propria (tours del 7/14/21/28 marzo) € 3,50

Ragazzi 4-12 anni con bici muscolare a noleggio (tours del 7/14/21/28 marzo) € 10,00

Adulti con bici propria (tours del 14/21/28 marzo) € 13,00

Adulti con bici muscolare a noleggio (tours del 14/21/28 marzo) € 17,00

Pacchetto Famiglia 2 adulti e 2 ragazzi con bici muscolare a noleggio (tour del 7 marzo) € 55,00

Pacchetto Famiglia 2 adulti e 2 ragazzi con bici muscolare a noleggio (tour del 14/21/28 marzo) € 50,00

Bambini 0-3 anni gratuiti (in caso di noleggio bici da parte del genitore possibilità di avere seggiolino anteriore/posteriore sanificato al costo di € 2,00)

Le quote comprendono:

Partecipazione al tour prescelto con servizio di Guida Turistica autorizzata, Noleggio bicicletta (se richiesto), utilizzo sistema audio ricevente whispers (escluso auricolare), assistenza meccanica per forature e piccoli problemi tecnici, assicurazione RC tour operator, iva, tasse e percentuale di servizio.

MODULO RICHIESTA INFO & PRENOTAZIONI

Per favore nel compilare il modulo inserire nell’oggetto la data o il nome dell’escursione di Vs. interesse. Sarete ricontattati il prima possibile.






    Derny

    Si torna a Parlare di Derny grazie all’elezione di Cordiano Dagnoni, il nuovo presidente della Federazione Ciclistica Italiana. Succede, dopo 16 anni, a Renato Di Rocco. E’ stato eletto nell’Assemblea Nazionale Ordinaria Elettiva che si è celebrata presso l’Hotel Hilton Rome Airport a Fiumicino (Roma). Il dirigente lombardo, 56 anni, ex pistard e presidente del Comitato regionale della Lombardia nel quadriennio 2017-2020, ha superato al ballottaggio Silvio Martinello, ottenendo 128 voti, il 55,9%, contro 96.

    Dagnoni nel suo passato agonistico si è cimentato in una disciplina ciclistica spesso sconosciuta da molti appassionati, il Derny; questa specialità nata in Europa, è una gara di endurance che si disputa su distanze tra 25 e 40 km. Il nome deriva dalla particolare motocicletta a pedali (appunto il derny) che viene utilizzata dall’allenatore (pilota) di ciascun partecipante per permettergli di sfruttare la scia. In una prova possono competere fino ad un massimo 10 derny e per accedere alla finale possono essere previste delle qualifiche su distanza leggermente inferiore. La vittoria va al corridore che taglia per primo il traguardo dopo i giri previsti.

    I mezzi utilizzati dagli allenatori devono rispettare determinate caratteristiche ed essere sottoposte a controlli accurati prima della partenza della competizione e non è consentito il cambio del mezzo salvo rari casi.

    Questa è una disciplina che richiama agli albori delle corse in bicicletta, alle storiche sei giorni. Nel finire degli anni 90 e primi anni 2000 questa disciplina è un po’ “passata di moda” ma mantiene ancora oggi inalterato il suo fascino. Osservare il giro attorno all’ovale dei derny a sfiorare i 100 all’ora, superandosi, a volte sfiorando i contatti, godersi i corridori che quasi diventano un tutt’uno con la moto che li precede resta una attività per veri intenditori.
    Il derny è sublimazione del concetto di velocità dove si spingono rapporti impossibili, le forcelle stanno un po’ più indietro e dove i body sono più attillati che nelle cronometro tradizionali.

    Il corridore che sta dietro il motore prende sovente il nome di “Stayer” ossia del ciclista specializzato nello stare “dietro motore”, negli anni 60, con le tecnologie nettamente inferiori alle attuali, in velodromi con pendenze impressionati (il Vigorelli di Milano vantava una pendenza attorno al 42%), questa disciplina era solo per uomini con il “pelo sullo stomaco”.

    Fonte: https://www.ciclonews.biz/derny-cose-questa-prova-del-ciclismo/

    Scopri alcune delle strade bianche siciliane con il nostro tour in gravel bike. Slideshow di luoghi incantati.

    Società – 2 novembre 2020 – di Paolo Martini
    Fonte: Il Fatto Quotidiano

    Sono un virus antisociale/ non m’importa mai di niente/ sulle scatole mi sta tutta la gente…”: la seconda tragica ondata del Covid, come il vecchio adagio di Francesco Guccini sul tipo antisociale, travolge ogni forma di socialità e rischia di dare un nuovo colpo mortale anche al settore del turismo.

    Manca poco che saremo crollati anche noi italiani ai livelli della Spagna, dove si registra un secco -78% soltanto nel comparto alberghiero. E dire che qualche settimana fa, addirittura, l’Italia si era presa i complimenti dei tedeschi in sede europea per i dati positivi di ripresa, per quanto leggera, del comparto turistico durante l’estate.

    Rischia di sembrare ridicola la cieca ostinazione di alcuni operatori, per esempio i responsabili degli impianti di sci che stanno spingendo le regioni alpine a farsi approvare al volo dal governo un nuovo protocollo di sicurezza, nonostante l’indice dei contagi sia spaventoso soprattutto in Val d’Aosta, e notevolmente alto anche in Trentino e Alto Adige, dove il governatore Kompastcher ha già imposto nuovi lockdown locali.

    Ci si illude di poter salvare la stagione dello sci, ma il problema di fondo è un altro: non è che ora affronteremo la nuova ondata pandemica, magari proprio chiusi in casa, in attesa di ricominciare da capo la vita di prima, tale e quale? Molti credono invece che sarebbe questa l’occasione giusta per ripensare il nostro modello di sviluppo, già chiamato in causa dall’emergenza ambientale, proprio anche a proposito del turismo e degli eccessi di un settore che nel mondo occidentale ricco ha segnato così a fondo le trasformazioni sociali degli ultimi decenni.

    Perciò tocca ripetere quanto già sostenuto durante il primo lockdown, e cioè che il dovere e l’opportunità impongono nuove riflessioni e scelte adeguate alla sfida dei tempi, prima di tutto ai responsabili politici, al ministro Dario Franceschini e al sottosegretario competente, alle Regioni, agli enti locali e ai rappresentanti vari degli operatori del settore.

    Volentieri segnaliamo che non manca chi si è espresso in questo senso, come la nuova rete di imprese dedicata al Turismo Attivo e Sostenibile ActiveItaly, che ha presentato di recente un nuovo manifesto che parte dalla premessa di voler ribaltare in positivo le finalità del settore: “Il turismo può essere uno strumento potente per garantire la pace, lo scambio tra culture, la crescita intellettuale e spirituale degli individui e la prosperità dei popoli”.

    Più che buone intenzioni sono gli obiettivi già praticati da questi 25 tour operator virtuosi, attraverso le proprie esperienze: “La preservazione degli ecosistemi e della biodiversità, attraverso attività all’interno di Parchi, Riserve Naturali ed Aree Protette; la mobilità dolce e l’attività fisica; l’attenzione alle produzioni agricole e artigianali locali, al cibo sano e di qualità”.

    Ma ancor più interessanti sono le ricadute indirette, culturali nel senso più ampio della parola, di un nuovo turismo attivo e sostenibile, a partire dalla riscoperta della lentezza e dal contributo educativo verso stili di vita più sostenibili (il testo integrale è sul sito e anche sulla pagina Facebook).

    Certo, analogamente a quanto si dice sempre a proposito del cibo naturale, il nodo di fondo è come garantire a tutti il diritto di poter essere nuovi turisti responsabili. Alla fine il distrut-turismo, altresì detto “over-tourism”, si giustifica proprio nell’apparenza più egualitaria: si maschera, insomma, dietro a un consumo di massa, apparentemente più interclassista, rispetto agli stili di vita sostenibili, considerati elitari e spesso disprezzati come radical-chic.

    Sappiamo poi che non è così, e le statistiche parlano chiaro. Per esempio, lo sci da discesa è uno sport riservato all’1-2 per cento della popolazione europea e se si misurasse il consumo di risorse naturali degli impianti – ma il discorso è analogo per i grand hotel – in rapporto al numero di persone che ne fruiscono, ne vedremmo delle belle.

    Ecco, alla fine dell’emergenza, invece di finanziare nuovi scempi edilizi pseudo-alberghieri e nuovi inutili sventramenti del territorio per piste da sci e bacini d’innevamento, una fetta consistente dei fondi per il rilancio del turismo dovrebbe andare in quest’altra direzione indicata dal manifesto di ActiveItaly.

    Fonte: articolo originale.

    Di ActiveItaly

    La crisi ambientale che stiamo vivendo da alcuni decenni, molto più ampia e grave delle pur importanti crisi sanitarie degli ultimi mesi, sta già distruggendo fragili equilibri e avrà ricadute disastrose sul piano economico e sociale nei prossimi anni. Occorre intervenire con decisione e con visioni ampie.

    Il Turismo può essere uno strumento potente per garantire la pace, lo scambio tra culture, la crescita intellettuale e spirituale degli individui e la prosperità dei popoli. Allo stesso tempo, il Turismo è anche una delle cause principali del degrado ambientale e, in alcuni casi, anche sociale.

    Per questa ragione sentiamo il dovere – come cittadini, imprenditori, lavoratori, consumatori, viaggiatori – di sottoscrivere un Manifesto per il Turismo Attivo e Sostenibile che promuova:

    1. La preservazione degli ecosistemi e della Biodiversità, attraverso attività all’interno di Parchi, Riserve Naturali ed Aree Protette.
    2. La mobilità dolce: la bicicletta, i piedi e tutti i mezzi non motorizzati e a basso impatto ambientale (barca a vela, cavallo, sci, ciaspole et cetera) sono i più adeguati per l’esplorazione del territorio; il treno, e altri mezzi pubblici a emissioni limitate, sono i mezzi ideali per percorrere le lunghe distanze.
    3. L’attività fisica, sportiva o meno, che contribuisce al raggiungimento della salute psico-fisica di ogni individuo e – in conseguenza di ciò – comporta meno aggravi sul sistema di sanità pubblica.
    4. Le produzioni agricole e artigianali locali, attraverso la visita e la conoscenza dei prodotti e produttori locali. La promozione della filiera corta consente in maniera significativa l’abbattimento delle emissioni di CO2 e altri gas a effetto serra nell’atmosfera. Promuoviamo inoltre il cibo sano e di qualità, e in particolare della dieta mediterranea (con un consumo limitato di carne), patrimonio mondiale dell’UNESCO.
    5. La lentezza, come una modalità di esplorazione che consente la multisensorialità dell’esperienza, dando la possibilità ai viaggiatori di conoscere a fondo il territorio che attraversano.
    6. Lo scambio autentico ed equo tra le persone, mettendo in connessione i viaggiatori con i locali. Ogni viaggiatore deve essere considerato ‘cittadino temporaneo’ del luogo che sta visitando, con i suoi diritti e doveri. La distribuzione dei redditi provenienti dall’attività turistica dovrà contribuire in maniera significativa al miglioramento della condizione di vita di tutta la popolazione residente.
    7. La diminuzione della pressione antropica sulle destinazioni colpite da over tourism, attraverso la promozione di destinazioni rurali, dell’Italia minore, e alla destagionalizzazione dei flussi turistici.
    8. Il patrimonio immateriale: la musica, la letteratura, le arti e le tradizioni sono la nostra risorsa più importante e singolare del nostro Paese dal punto di vista turistico.
    9. Il diritto di viaggiare per tutti, indipendentemente dal reddito, consentendo l’accessibilità anche a persone con esigenze specifiche.
    10. L’educazione verso stili di vita più sostenibili, con particolare attenzione alle generazioni più giovani. La sensibilizzazione rispetto al problema dei rifiuti (promuovendo il riuso, la riduzione e, in ultima istanza, il riciclo) dell’inquinamento e del cambiamento climatico.

    Se vuoi aderire anche tu al manifesto del turismo attivo e sostenibile, lascia i tuoi dati nel form qui:
    https://activeitaly.it/manifesto-per-un-turismo-attivo-e-sostenibile

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